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In questa pagina troverai tutte le informazioni principali sul conto corrente, per iniziare a comprendere le basi di questo importante strumento bancario. Inoltre, troverai molti collegamenti ad articoli di approfondimento riguardanti il conto corrente. Ti consigliamo di leggere in ordine tutte le domande, in quanto sono scritte secondo un senso logico.

Che cos’è il conto corrente?

Immagina il conto corrente come il tuo portafoglio personale. È dunque lo strumento che ti permette di ricevere e scambiare del denaro. Non solo, ti permette anche di accedere ad una serie di servizi bancari (assegni e carte per fare degli esempi) e di strumenti finanziari più o meno complessi (come fare trading, comprare azioni, investire in titoli di Stato, convertire la tua valuta con altre valute etc). Ovvio, contrariamente al portafoglio, i soldi che tieni sul conto corrente sono custoditi presso una banca. Un tempo, il conto corrente corrispondeva anche interessi sulle somme presenti.

Quindi mi pagano degli interessi sulle somme depositate?

Come detto prima, una volta sì. Ai nostri giorni, quasi nessun conto corrente corrisponde interessi al correntista per diverse ragioni. Ma anche nell’ipotetico caso di corresponsione di interessi, il conto corrente non è lo strumento adatto al risparmio. Per questa finalità, è meglio orientarsi verso il conto deposito.

Interessante, ma è sicuro?

Risposta secca: . Innanzitutto, perché si tratta di uno strumento a basso rischio: non stiamo parlando di fondi, obbligazioni, azioni, futures, forex eccetera dove, senza un’adeguata formazione, rischi di perdere il tuo capitale (anche per intero) nel giro di pochissimo tempo. Inoltre, il conto corrente gode di alcuni meccanismi che tutelano il tuo risparmio in caso di fallimento della banca (purché stai sotto i 100.000€). Tuttavia, questo non significa che il conto deposito è a zero rischi! Infatti, è sempre buona cosa diversificare il proprio portafoglio (cioè mettere i propri soldi in posti diversi), anche se a basso rischio.

Beh ma se non è a zero rischi, allora preferisco tenerli nel portafoglio!

Sei davvero convinto che il tuo portafoglio che porti appresso tutti i giorni sia al sicuro? Secondo te, è più probabile che fallisca una banca o che dei ladri ti derubino? Certo, se hai un conto corrente avrai appresso anche delle carte nel portafoglio e quindi penserai che se fregano i contanti rubano contemporaneamente anche le carte. Ma le carte hanno delle tutele nettamente superiori rispetto al denaro contante. È un esempio “forte”, ma questo ti fa capire che il senso di sicurezza a volte non è oggettivo.

A chi serve quindi un conto corrente?

Beh, tendenzialmente a tutti. Anche perché, altrimenti, non puoi ricevere il tuo stipendio né puoi richiedere il mutuo per la tua prossima casa. Comunque sia, una persona adulta, oggigiorno, non può stare senza conto corrente. Però non è nemmeno facile orientarsi nella giungla bancaria, tra termini strani e un sacco di conti diversi, alcuni buoni, alcuni davvero pessimi. Ecco perché c’è Bancomaps, per aiutarti a scegliere il miglior conto corrente in base alle tue esigenze!

Che differenza c’è col conto deposito?

ll conto corrente, come detto, è utilizzato per le spese quotidiane (da qui il nome corrente). Il conto deposito, invece, è il tuo salvadanaio per risparmiare e accantonare del denaro. Se leggi le FAQ del conto deposito, potrai capire meglio la differenza tra i due prodotti.

Va bene, mi avete convinto. Come apro un conto corrente?

Le modalità di apertura variano da conto a conto, in base anche alla natura dell’istituto dove sottoscrivi il contratto. Se il conto è di una banca fisica, l’apertura la dovrai fare molto probabilmente in filiale. Se il conto corrente è online, l’apertura può essere fatta tramite l’invio di raccomandata a/r contenente il contratto firmato oppure, per le banche più evolute, tramite procedura interamente su internet.

Mi consigliate un conto online o uno fisico?

Noi preferiamo di gran lunga i conti online per diverse ragioni:

  • sono tendenzialmente più convenienti
  • si aprono comodamente da casa
  • sono gestibili comodamente da casa e alcuni anche da smartphone
  • puoi fare tutte le operazioni che vuoi a qualunque orario
  • non devi fare alcuna fila allo sportello
  • le comunicazioni avvengono in via telematica (quindi poca o zero carta e nessun contatto con le poste)
  • nessun contatto con i “venditori” che si trovano in banca e che cercano di propinarti prodotti adatti a loro e non a te
  • hai comunque diversi canali per richiedere assistenza (telefono, mail, pec, fax…)

Ma il conto online non è meno sicuro rispetto a quello della mia banca sotto casa?

No, il conto corrente online è sicuro tanto quanto quello della banca sotto casa. Ovviamente, ciò è vero se segui delle semplici quanto efficaci regole tipiche della sicurezza informatica generale.

Quanto costa aprire e tenere un conto corrente?

Generalmente, l’apertura di un conto corrente è completamente gratuita.

Per quanto riguarda le spese di tenuta conto (che sono per te costi fissi, cioè ci sono indipendentemente da come usi il conto), ogni banca applica diversi costi per ogni suo prodotto: alcune non fanno pagare nulla, altre fanno pagare una quota fissa ad intervalli regolari, altre ancora optano per un canone di tenuta conto azzerabile seguendo alcune accortezze.

Discorso a parte meritano i costi sui servizi offerti dal conto corrente (che sono per te costi variabili, cioè calcolati in base alla quantità di operazioni fatte). Ci possono infatti essere dei costi sull’esecuzione di bonifici, sull’emissione di libretti di assegni, sull’emissione di carte, sulle ricariche delle prepagate e via discorrendo.

Anche in questo caso, è impossibile delineare una regola generale, in quanto ogni banca applica condizioni diverse. Il nostro consiglio è quello di fare riferimento sempre ai fogli informativi ufficiali pubblicati dall’istituto sul proprio sito internet. Per avere un’idea indicativa dei costi di un conto corrente, nei fogli informativi è riportato l’indicatore sintetico di costo (ISC).

Che cos’è l’ISC?

L’indicatore sintetico di costo è un parametro che ti permette di avere un’idea generale di quanto ti possa costare il conto corrente. È un indicatore che si basa su diversi tipi di profili (giovani, famiglie, pensionati) e indica il costo del conto in base all’operatività media dei vari profili. L’ISC è determinato dalla Banca d’Italia.

Ti starai chiedendo se questo è un parametro utile per scegliere il miglior conto corrente al miglior costo. La nostra risposta è ni: è vero che può darti un’indicazione sui costi, ma è molto generica e approssimativa. Il nostro consiglio è quello di valutare i costi in base all’utilizzo personale del conto: se uso spesso i bonifici, cercherò un conto che non me li faccia pagare, così come se faccio molti prelievi all’ATM (impropriamente detto Bancomat), scarterò quei conti che mi fanno pagare il ritiro di contante.

Quali sono i servizi che offre la banca col conto corrente?

I più comuni sono questi:

  • Accrediti e addebiti di denaro
  • Assegni trasferibili (vietati per cifre superiori ai 1000 euro) e non trasferibili
  • Bonifici SEPA (impropriamente, bonifici europei) e bonifici internazionali
  • Carte prepagate / di debito / di credito
  • Dossier titoli (conto “speciale” per operare in borsa)
  • Domiciliazioni bancarie (servizio che in automatico scala periodicamente i soldi dal conto corrente per pagare bollette, rate, mutui etc)
  • Fidi (somma massima che la banca dà al correntista oltre al saldo disponibile, con contestuale addebito di interessi)
  • Mutui (è sostanzialmente un prestito di soldi, generalmente di importi molto superiori rispetto al fido. Viene utilizzata per vari motivi, ad esempio per l’acquisto della casa)

La terminologia dei conti è complessa. Mi date una mano?

  • ATM: volgarmente e impropriamente detto Bancomat, è la macchinetta che ti permette di prelevare denaro dal tuo conto corrente tramite la carta di debito o di credito.
  • Data contabile: data in cui la banca registra un’operazione eseguita sul conto.
  • Data disponibile: data a partire dalla quale puoi utilizzare il denaro accreditato.
  • Data valuta: data a partire dalla quale le somme depositate iniziano a produrre interessi.
  • IBAN: è un codice alfanumerico (fatto da cifre e lettere) che identifica a livello internazionale il tuo conto corrente. Serve per ricevere e inviare bonifici.
  • SEPA: per spiegare cosa si intende con questa sigla, ci rifacciamo all’ottima spiegazione fornita dalla Banca d’Italia:

SEPA è l’acronimo che identifica la Single Euro Payments Area (l’Area unica dei pagamenti in euro), ovvero l’area nella quale gli utilizzatori degli strumenti di pagamento – cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni e altri operatori economici – indipendentemente dalla loro residenza possono effettuare e ricevere pagamenti in euro non in contanti sia all’interno dei confini nazionali che fra paesi diversi, alle stesse condizioni e con gli stessi diritti e obblighi. In termini numerici, la SEPA riguarda 33 paesi (tutti i paesi dell’Unione Europea più l’Islanda, la Norvegia, il Liechtenstein, la Svizzera e il Principato di Monaco) per un totale di 513 milioni di cittadini e circa 9.200 istituzioni finanziarie.

Come funziona la tassazione?

Bisogna distinguere due aspetti in merito alla tassazione: la tassazione sugli interessi e la tassazione sulla giacenza media del conto corrente.

Tassazione sugli interessi

Quando leggi i fogli informativi, troverai sempre la dicitura “tasso di interesse lordo“. Questo perché in Italia gli interessi corrisposti vengono sempre tassati. Attualmente, la tassazione è pari al 26%. Ciò significa che, se il tasso di interesse lordo proposto dalla banca è dell’1%, in realtà tu alla fine riceverai interessi per lo 0,74%.

Lo sappiamo, è una rottura, ma del resto è così. L’unica cosa positiva è che, grazie al regime amministrato, tu non devi fare alcun calcolo e non devi fare nessuna dichiarazione particolare al Fisco, in quanto la banca, prima di corrisponderti gli interessi, ti scalerà automaticamente l’imposta e la verserà per te (in pratica la banca fa da sostituto d’imposta). Considera, però, che attualmente il conto corrente non offre alcun interesse attivo, per cui questa voce puoi teoricamente ignorarla.

Tassazione sulla giacenza media

C’è un altro tipo di tassazione sul conto corrente: stiamo parlando dell’imposta di bollo. Contrariamente al conto deposito, il bollo in questo caso si calcola sulla giacenza media per ogni periodo di rendicontazione.

Semplificando al massimo, il periodo di rendicontazione coincide con la frequenza con cui ricevi gli estratti conto. Ad esempio, se ricevi l’estratto conto ogni mese, significa che la rendicontazione è mensile. Se l’estratto conto lo ricevi ogni 3 mesi, la rendicontazione è trimestrale.

Con giacenza media si intende l’importo medio depositato sul conto corrente in quel determinato periodo. L’imposta di bollo attualmente in vigore è dovuta solamente se la giacenza media del tuo conto per un determinato periodo è pari o supera i 5000€. Quindi, se mediamente hai sul conto meno di quella cifra, non dovrai pagare alcun bollo. Viceversa, se superi i 5000 euro, dovrai pagare 34,20€ all’anno.

Attenzione perché dipende dalla rendicontazione scelta dalla banca. Se la rendicontazione è mensile, pagherai il bollo solamente per quei mesi in cui la giacenza è stata superiore ai 5000€ (se ad esempio hai sforato solo in un mese, pagherai 2,85 euro di imposta, cioè 34,20€ diviso 12 mesi; se i mesi di “eccesso” sono due, pagherai 5,70 euro, e via dicendo). Stesso discorso vale per ogni tipo di rendicontazione, con i dovuti adattamenti. Anche qui, se il regime è amministrato, farà tutto la banca in automatico.

Come si chiude? E quanto costa chiuderlo?

La modalità di chiusura di un conto corrente varia da conto a conto. Le modalità tipicamente utilizzate dalle banche sono:

  • Mail semplice al servizio clienti
  • PEC al servizio clienti
  • Raccomandata a/r
  • Chiusura in filiale (se banca fisica)

La chiusura di un conto corrente non costa nulla per legge, grazie alla legge 248/2006 art. 10 (c.d. Decreto Bersani):

2. In ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.

Conclusione

Bene, con questo speriamo di averti risolto i dubbi più importanti sul conto corrente. Come avrai capito, si tratta di uno strumento semplice, fondamentale e, se scelto correttamente, può costare davvero poco e offrire tutti i servizi di cui hai bisogno.

Se lo desideri, possiamo aiutarti nella tua scelta. Scrivici e noi saremo felici di aiutarti!

Se ti è stato d’aiuto, non dimenticare di condividere questa pagina e diffondi Bancomaps ai tuoi amici, parenti e colleghi.

Grazie di cuore per il tempo che ci hai dedicato!


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