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I pagamenti elettronici sono un metodo di pagamento molto diffuso e sempre più in uso, anche in considerazione della già citata direttiva europea nota come PSD2 (Payment Service Directive).

E’ bene dunque ricordare che la direttiva PSD2 è entrata in vigore in tutti i paesi membri dell’Unione Europea a partire dal 2018 (Fonte: Gazzetta Ufficiale – Recepimento della direttiva UE 2015/2366).

Oltre ad uniformare e regolamentare i servizi di pagamento, la sopracitata direttiva è finalizzata al riconoscimento dei pagamenti digitali, alla tutela dei consumatori ed, infine, alla riduzione delle commissioni.

In questo articolo vogliamo focalizzarci sul POS obbligatorio e sull’accettazione di pagamenti elettronici.

Se da un lato questa novità può piacere ai consumatori, dall’altro ha creato diverse opposizioni da parte dei titolari di piccole attività e dai professionisti.

Ma vediamo meglio in cosa consiste.

Che tipo di obbligo è?

Le disposizioni della direttiva europea hanno introdotto l’obbligo inderogabile di accettare pagamenti con carta anche al di sotto di 5 euro, ovvero i c.d. micropagamenti.

Quali attività e professioni devono avere il POS obbligatorio?

Il POS obbligatorio riguarda qualunque tipo di attività commerciale (quindi, anche le piccole attività) nonché le prestazioni di carattere professionale.

Le uniche eccezioni da considerare riguardano alcuni casi particolari, come:

  • acquisto di marche da bollo;
  • pagamenti di oneri fiscali (es. tributi);
  • transazioni tra professionisti (ma non il pagamento al professionista).

Per tutte le altre transazioni, anche i tabaccai (ad eccezione di quanto sopra indicato) sono sottoposti all’applicazione della nuova direttiva europea.

Quali sono le sanzioni?

Bisogna subito notare che, se da un lato vi è chiarezza sulla normativa, dall’altro lato, sembrerebbe più difficoltoso comprendere il sistema sanzionatorio (che sarà meglio definito dall’UE nel breve termine).

In Italia si fa riferimento all’art. 693 del Codice Penale, ovvero Rifiuto di monete aventi corso legale, con la previsione di estendere il suddetto articolo ai nuovi metodi di pagamento (i pagamenti elettronici).

Riportiamo, quindi, l’art. 693 c.p.: “Chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro.

Se questa estensione trovasse effettiva attuazione, entrerà in vigore un sistema sanzionatorio con multe che possono arrivare fino a 30 euro, per ogni pagamento elettronico rifiutato.

Tuttavia, è opportuno precisare che questo obbligo non riguarda, in sé, la presenza o meno del POS, bensì l’utilizzo dello stesso.

A titolo di esempio, se un commerciante non possiede il terminale POS, non rischierà la sanzione (fermo restando che la direttiva non cambi in un futuro prossimo).

E’ possibile evitare i costi bancari legati al POS?

E’ evidente che il problema di costo riguarda principalmente chi esercita una piccola attività e i lavoratori autonomi. Le commissioni e i canoni mensili possono incidere significativamente sui loro bilanci.

Il fatto positivo per questi soggetti riguarda la possibilità di adottare alternative all’offerta proposta dalle banche (ad esempio è possibile acquistare un POS Mobile).

In conclusione, non è possibile, nella maggior parte dei casi, evitare i costi legati al POS; è, invero, possibile ridurli con alcune valide alternative presenti sul mercato, con particolare riferimento ai soggetti economici più “piccoli”.

Conclusioni

Grazie a questo articolo spero tu abbia compreso la novità introdotta dalla nuova direttiva europea.

Se lo desideri, posso aiutarti se hai altri dubbi. Scrivimi oppure commenta l’articolo senza timori!

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